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Per riuscire a salvare la Sardegna è indispensabile una nuova classe dirigente. Un intervento di Paolo Fadda PDF Stampa E-mail
Editoriali - Altri autori
Venerdì 17 Marzo 2017 13:45

Quali dovrebbero essere i luoghi ove poter formare e selezionare un nuova “classe dirigente” e avviare una nuova Rinascita per l’Isola? Secondo Paolo Fadda infatti non basterebbe il richiamo all’articolo 18 del nostro Statuto ed alle grida contro uno Stato inadempiente. Occorrerebbero innanzitutto dei luoghi ove poter formare e selezionare un nuova “classe dirigente”, ovvero in grado di coniugare la competenza tecnico-specialistica con una visione più ampia di carattere sociale, politico e culturale.

Di Paolo Fadda *

Troppi segnali qui in Sardegna inducono a ritenere che la società politica, in indifferenza di schieramento, stia attraversando un periodo assai grigio, quasi di obnubilazione, cioè di offuscamento, di confusione e, per certi versi, anche di inefficacia. Dimostrandosi incapace, non solo di realizzare le azioni necessarie per superare gli ostacoli e le pesanti difficoltà del presente, ma soprattutto di saper tracciare ed indicare il percorso per superare la pesante crisi ed avviarsi verso la ripresa socio-economica.
Si è infatti in molti a ritenere che il primo, vero problema dell’Isola risieda nella sua classe dirigente politica. Sempre meno attrezzata, preparata e dotata di coraggio. Più disposta alla disputa che al confronto, più impegnata a favorire i propri clientes che a ridare nuova vitalità e diffusi equilibri alla crescita socio-economica.
C’è peraltro una situazione assai confusa per chi intenda analizzare e comprendere la “natura” (cioè la composizione, le attitudini e le capacità) dell’attuale società politica isolana. Non può essere un compito semplice, giacché si è di fronte ad un’iper-frammentazione con conseguente micronizzazione degli schieramenti e, soprattutto, ad una scarsità di idee, di proposte, di proponimenti. Ed anche di posizionamenti, giacché c’è un continuo scambio di ruolo, a sinistra come a destra, fra progressisti e conservatori. Non è facile quindi capire quale “idea di Sardegna” la politica intenda proporre, quale sia la strada da imboccare, se andare al seguito del nuovo d’Europa o ritornare al mito aurorale di Esperia. Se, ad esempio, perseguire l’idea dei cento laghi (Angelo Omodeo) o, al contrario, quella del niente più laghi (gli ambientalisti). Anche perché, nell’agenda di governo, non pare contemplata la necessità di una scelta, limitandosi ad andare a rimorchio delle pretese avanzate dalle tante consorterie e dai tanti campanili in cui si è micronizzata la realtà sociale dell’Isola.

 
BioVulcania vince New Work 2017. La startup agrobiologica di Andrea OrrĂą ha vinto la prestigiosa competizione della Fondazione Lions. PDF Stampa E-mail
Succede in Sardegna - Imprenditoria
Martedì 07 Marzo 2017 20:27

Dalle pendici del Monte Arci al primo premio dell’edizione 2017 del concorso New Work della Fondazione Lions. Il progetto presentato da Andrea Orrù è stato premiato per la sua concretezza e per aver saputo innovare un’azienda agricola storica, coniugando bio agricoltura e attenzione per il sociale.

La finale dell’edizione 2017 del concorso "New Work" si è svolta venerdi 3 marzo 2017 nella sala congressi della Fondazione di Sardegna a Cagliari. Molto innovativi i progetti presentati e molto preparati i team, abili e motivati nel raccontare i loro pitch di fronte a un pubblico particolarmente attento. Idee di business d’avanguardia che hanno riguardato i servizi, le app legate a esigenze di pubblica utilità e progetti innovativi legati alla stampa 3D. In finale erano presenti alcune delle startup più note dell’ecosistema cagliaritano: Aithalia, Area 21 Mud Training, Biihar, BioVulcania, Bxtar, Catch Sardinia, Gnapp e &Makers.

Non sorprende che a vincere il primo premio sia stata una startup vocata all’agricoltura biologica e con una forte impronta sociale. Il premio "New Work" infatti è un concorso rivolto a valorizzare progetti innovativi ed etici. Ovvero capaci di essere sostenibili non solo economicamente e finanziariamente, ma anche attenti all’impatto sociale dell’iniziativa nel territorio e tra le persone. BioVulcania ha vinto per aver saputo coniugare tradizione, innovazione di prodotto -  con l’introduzione del pomodoro nero “Sun Black” - e impatto sociale, grazie al coinvolgimento di lavoratori svantaggiati. “E' stata una grande soddisfazione – ha dichiarato a fine serata Andrea Orrù (founder di Bio Vulcania) - constatare come la mia idea abbia ricevuto il consenso maggiore tra professionisti del mondo del lavoro, dell'Università e della finanza, come Fondazione di Sardegna, Università di Cagliari con il suo Contamination Lab, Sfirs e Sardex.”

 
Fondazione Lions per il Lavoro, a Cagliari la finale del concorso New Work PDF Stampa E-mail
Succede in Sardegna - Imprenditoria
Mercoledì 01 Marzo 2017 07:04

Il prossimo venerdì 3 marzo 2017, alle ore 15.30 presso la Sala Convegni della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta n. 2 , si svolgerà a Cagliari la finale di premiazione del concorso "New Work" - Concorso per giovani e imprenditori", promosso dalla Fondazione Lions per il Lavoro Italia – Onlus.

Dopo i saluti istituzionali e la presentazione del concorso New Work – Lions da parte del Dott. Guido Cogotti sarà la volta della presentazione dei pitch dei progetti da parte dei concorrenti finalisti: Aithalia, Area 21 Mud Training, Biihar, Biovulcania, Bxtar, Catch Sardinia, Gnapp e Makers.

Il premio "New Work" - Concorso per giovani e imprenditori" è una competizione tra progetti di lavoro innovativi e etici (ovvero che tengono conto non solo dell'aspetto economico, ma che considerano anche l'impatto sociale dell'iniziativa nel territorio), di processo o di prodotto, presentati sia da soggetti giovani e meno giovani che intendono avviare una nuova attività, che da imprenditori che vogliono riorganizzare con criteri più efficienti la propria azienda.

 
Fare impresa in Sardegna è possibile, a Nuoro la storia dei Fratelli Pinna di Thiesi. PDF Stampa E-mail
Succede in Sardegna - Imprenditoria
Domenica 26 Febbraio 2017 10:58

"Il libro Fratelli Pinna - una storia di successi" sarà presentato lunedì 27 febbraio 2017, alle ore 17, nella sala della Camera di Commercio di Nuoro in via Papandrea 8. A presentare l'opera, Paolo Savona assieme all'autore, Paolo Fadda, e all'editore Carlo Delfino. Leader di settore nell'industria casearia isolana, la Fratelli Pinna è dal 1919 un paradigma  significativo del fare impresa in Sardegna e del vivere il territorio.

Dopo i saluti affidati al presidente della Camera di Commercio di Nuoro Agostino Cicalò e al presidente dell’Associazione Industriali Provincia di Nuoro Roberto Bornioli si entrerà nel vivo della storia raccontata sapientemente nelle 240 pagine dell'opera edita nel 2016 e scritta dal dottor Fadda, impreziosita da un'appendice ricca di immagini, dati e documenti del passato e del presente, resa interessante e unica perché fotografia della Sardegna agropastorale e della sua evoluzione, dello sviluppo dell'industria casearia sarda e del mercato.

Paolo Fadda, nato a Cagliari dove vive e lavora, è da diversi anni uno dei più attenti e acuti osservatori e raccontatori delle realtà socio-economiche della Sardegna. Ha pubblicato diversi saggi sulle vicende legate all’industrializzazione dell’Isola, aprendo alla conoscenza aspetti e personaggi rimasti per lungo tempo colpevolmente ignorati dalla storia sarda o rimossi dalla memoria di gran parte dei loro corregionali. Per questo nasce la collana “I grandi dell’imprenditoria in Sardegna”.

 

 
“A casa mia” di Mario Piredda vince David Miglior Corto PDF Stampa E-mail
Succede in Sardegna - Cultura e societĂ 
Mercoledì 22 Febbraio 2017 09:42

Il cortometraggio "A casa mia" di Mario Piredda vince il David di Donatello come miglior cortometraggio. Il regista, classe 1980, è nato a Sassari da una famiglia originaria di Badesi. lo si potrà vedere a Bologna il 2 marzo, all’interno del programma di Visioni Italiane, il festival della Cineteca in programma al Lumière dal 27 febbraio al 5 marzo.

Il cortometraggio "A casa mia" di Mario Piredda vince il David di Donatello come Miglior Film di Cortometraggio: ad assegnarlo la giuria dell'Accademia del Cinema Italiano. Il giovane regista, di origine sarda e residente a Bologna, firma un'opera realizzata anche grazie al sostegno del Ministero dei Beni e AttivitĂ  Culturali e Turismo-Direzione Cinema e della Regione Sardegna, con il supporto di Sardinia Ferries.

L’opera è un omaggio alla Sardegna e alla lingua sarda e racconta di un’anziana vedova, interpretata da Giusi Merli, già vista nella “Grande Bellezza” di Sorrentino, e di un amico pescatore (Giulio Pau) rimasti gli unici abitanti di un borgo sul mare che si ripopola solo d’estate e che vivono nella speranza che l’inverno non finisca. «Sono felicissimo di questo premio - commenta Piredda - arriva per un lavoro cui tengo molto, sulla mia terra e sulla mia famiglia. Volevo mostrare lo spopolamento e la perdita di autenticità del territorio e delle sue tradizioni, la solitudine degli anziani e il disagio delle nuove generazioni anche attraverso il paesaggio invernale molto distante dalle immagini e dai contenuti patinati dei tabloid estivi e dei dépliant turistici».

A convincere la giuria «il severo rigore nelle scelte di regia e sceneggiatura. Una storia non banale che racconta della ricerca di felicità e di un sentimento di speranza destinato ad alimentarsi nel tempo, nonostante le circostanze avverse. Quasi una metafora delle ambizioni del miglior cinema italiano».

 
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