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Pietro Grasso, le trame e la memoria tra Sicilia e Sardegna: una riflessione nata dall’incontro al festival “Leggendo Metropolitano” PDF Stampa E-mail
Editoriali - Daniele Madau
Giovedì 06 Luglio 2017 00:00

Tra gli incontri proposti dal festival "Leggendo Metropolitano", c’è stato quello con Pietro Grasso che, in un libro dedicato ai più giovani , ha ripercorso gli anni dolorosi delle stragi di mafia e, in particolare, i mesi dolorosi del ’92.

Di Marta Anastasi e Daniele Madau

“A megghiu parola è chidda ca ‘un si dici” (antico proverbio siciliano).

1992-2017. Sono passati 25 anni dalle stragi che hanno visto morire Giovanni Falcone, sua moglie, Paolo Borsellino e tutti gli altri servitori dello Stato che componevano le loro scorte. Un quarto di secolo è una distanza importante. È un tempo che permette di vedere le cose in modo più chiaro per chi vuole continuare a guardare in fondo alle storie, ma agevola anche chi ha voglia di dimenticare e, soprattutto, mette una distanza troppo grande per chi a quel tempo non era ancora nato: distanza che non è memoria.
La Sardegna è terra antica, di memorie vive, ed è forse in questo ossimoro che possiamo trovare uno dei segreti della nostra isola, che la rendono così particolare: negativamente e positivamente.

Alla memoria era dedicata l’ultima edizione di Leggendo Metropolitano, rassegna che ormai si può considerare l’apertura ufficiale della stagione dei festival, soprattutto letterari e cinematografici, che accompagnano tutta l’estate.

E’ qualcosa di molto bello, perché arricchisce di cultura una terra già ricca, come la nostra, ma in un periodo dell’anno debordante di eventi, persone, emozioni.
Bisognerebbe, invece, far sì che i nostri autunni, inverni, primavere, abbiano il privilegio di questo florilegio, anche se, senza il nostro mare turchese da cartolina, o da foto di Instagram, non sarebbe davvero la stessa cosa.
Tra gli incontri proposti dal festival, c’è stato quello con Pietro Grasso che, in un libro dedicato ai più giovani , ha ripercorso gli anni dolorosi delle stragi di mafia e, in particolare, i mesi dolorosi del ’92.

 
Antonio Matzutzi di Oristano nuovo Presidente Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna. Nella Giunta Regionale anche una donna: Norella Orrù di Carbonia. PDF Stampa E-mail
Succede in Sardegna - Imprenditoria
Martedì 20 Giugno 2017 09:32

Antonio Matzutzi di Oristano è il nuovo Presidente Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna. Per i prossimi due anni guiderà l’Associazione Artigiana, le oltre 6mila imprese e i circa 20mila addetti. Nella Giunta Regionale, eletta dall’Assemblea e presieduta dallo stesso Matzutzi, anche una donna: si tratta di Norella Orrù di Carbonia, dopo che nel 2014 era stata eletta come presidente Maria Carmela Folchetti di Nuoro. Presente l’Assessora Regionale all’Artigianato, Barbara Argiolas

L’oristanese Antonio Matzutzi è il nuovo Presidente Regionale di Confartigianato Imprese. E’ stato eletto ieri sera dai delegati dell’Associazione Artigiana durante l’Assemblea Regionale.
Matzutzi, 44 anni di Milis (OR), imprenditore del settore lapideo, guiderà l’Organizzazione, oltre 6mila imprese e circa 20mila addetti,  per il prossimo biennio. Nel suo incarico verrà affiancato dal nuovo VicePresidente Vicario, Fabio Mereu di Cagliari, 40enne imprenditore del trasporto persone, e supportato da altri 2 VicePresidenti: Giuseppe Pireddu di Macomer (NU) e Mario Piras di Alghero (SS).
L’Assemblea ha provveduto a eleggere anche la Giunta Regionale di cui fanno parte, oltre al Presidente e ai VicePresidenti, Luca Murgianu di Cagliari, Norella Orrù di Carbonia (CI), Giacomo Meloni di Olbia, Agostino Pirina di Arzachena (OT), Sandro Paderi di Oristano, Marco Rau e Roberto Poddighe di Sassari.

 

 
“L' Annetta C. Storia di un barca goletta”, uno straordinario concentrato di memorie che fa luce sui primi conflitti sociali del Novecento sardo. PDF Stampa E-mail
Succede in Sardegna - Cultura e società
Lunedì 19 Giugno 2017 08:04

Il libro “L' Annetta C. Storia di un barca goletta. Nel centesimo anniversario del suo naufragio." Scritto da Annetta Cavallera - pronipote di Giuseppe Cavallera - racconta la storia e le vicende di questa famosa goletta. Verso il 1908 Cavallera portò infatti a termine l'acquisto di una aragostiera che si chiamerà Annetta C., dal nome della moglie Anna. Non si trattò di un’attività imprenditoriale collaterale, ma di un modo per consentire alla Cooperativa dei pescatori di Carloforte di far arrivare le aragoste sui mercati di consumo e liberarsi della mediazione dei grossisti. Il libro è uno straordinario concentrato di memorie che fa luce sui primi conflitti sociali del Novecento sardo.

Nel dicembre del 1904, dopo il tragico eccidio di Buggerru dello stesso anno, Giuseppe Cavallera ritornò con la famiglia a Carloforte, dove riprese ad occuparsi con impegno e zelo dei lavoratori del mare, della professione medica, della vita politica locale, e decise di acquistare un battello sufficientemente attrezzato, per trasportare in proprio le aragoste senza alcuna intermediazione, migliorando sensibilmente le condizioni di vita e di guadagno dei pescatori della Lega. Nascono da queste premesse storiche e dai fatti, le pagine dedicate all’Annetta C. Il libro narra le vicende della bella barca goletta, lunga circa 23 metri, dalle bianche vele, chiamata l’Annetta C. e dedicata all’amatissima moglie Anna Vassallo. Acquistata a Ponza, fu la prima aragostiera tabarkina dell’isola. Sulla goletta il figlio, anch’egli Giuseppe di nome, chiamato in famiglia Nottino, compie viaggi che assumono nel ricordo, apparenze fantastiche: cavalca come un corsaro l’avventura sui mari del Mediterraneo, nelle tratte da Carloforte a Marsiglia, da Genova alla Tunisia nell’isola della Galita, con esperienze che affondano in un sensibile vissuto infantile, intriso di sogni e di realtà, di profumi e suoni, colori e voci, rimasti vivi nella sua memoria per 84 anni. Egli era nato a Carloforte il 21 dicembre 1900 mentre il padre era detenuto nel Carcere del Buon Cammino a Cagliari: aveva sognato fin da piccolo di diventare capitano di lungo corso e di battere tutti i mari, ma la scomparsa della goletta avvenuta nel marzo del 1913, durante un viaggio di ritorno da Marsiglia, cancellò per sempre ogni illusione. Un naufragio? La nave non tornò, sparì semplicemente, in un luogo imprecisato nel Golfo del Leone, tratto notoriamente noto e flagellato dai venti, in particolare dal terribile Mistral; del probabile naufragio non si seppe nulla, né vi furono notizie ufficiali. La tragedia, cui (per un caso del destino) sfuggì Cavallera, pose fine al sogno di Nottino: la vita gli riservò altre sorti. Divenne dottore commercialista, apprezzato pittore, fu partigiano in Valle Maira e si attivò nella Resistenza come Commissario Politico della 104 Brigata Garibaldi con il nome di battaglia di Copeko. Ormai anziano affidò alla carta i ricordi incancellabili, legati all’Annetta C, dedicandoli al figlio Araldo affinchè raccontasse ai nipoti Andrea e Anna qualcosa dei nonni: lasciò un’eredità morale, con- divisa con il padre e i fratelli, che nessun patrimonio o ricchezza avrebbero potuto eguagliare.

 
"Acanta è..." Il 16 giugno a Cagliari la presentazione della MAG sarda PDF Stampa E-mail
Succede in Sardegna - Imprenditoria
Mercoledì 14 Giugno 2017 10:33

Venerdi 16 giugno 2017 a partire dalle ore 17.30 presso Hub/Spoke in via Roma 235 a Cagliari Acanta MAG Coop , la Mutua di Auto Gestione sarda, presenterà le attività e i progetti per far conoscere come anche in Sardegna si possa diventare protagonisti della gestione del proprio denaro, investendolo secondo i principi della finanza mutualistica e solidale e orientandolo verso progetti di impresa locali.

Che cosa è una Mutua di Auto Gestione e come funziona? Come e perché associarsi? Quali sono i progetti che possono essere finanziati? Sono solo alcune delle domande che saranno affrontate con gli interventi dei relatori, Fabrizio Palazzari (presidente Acanta MAG Coop) e Giovanni Acquati (esperto di economia e finanza etica), le testimonianze degli ospiti e la partecipazione del pubblico.

L’incontro sarà inoltre l’occasione per conoscere i protagonisti del programma radiofonico #IDEA!Prendi l’iniziativa. L’agile trasmissione, in onda su Radio X e patrocinata da Acanta MAG Coop, Fondazione Lions per il Lavoro, Sardex Spa, Tiscali Open Campus, Sardegna 2050 e SOLILES, che ha come finalità la promozione, il sostegno e l’accompagnamento verso la loro realizzazione delle idee di impresa locali.

Alle ore 19.15 sarà offerto un aperitivo e si potrà partecipare all’iniziativa “Regala una MAG!”. L'ingresso è gratuito, iscrizioni su Eventbrite oppure scrivendo a info@acanta.eu.

 

 
A Carloforte riapre lo storico cinema "Cavallera". Ma chi era Giuseppe Cavallera? PDF Stampa E-mail
Editoriali - Altri autori
Mercoledì 07 Giugno 2017 00:00

Dopo oltre un anno di chiusura, ha riaperto al pubblico il glorioso Cavallera, uno dei cineteatri sardi di maggiore importanza, dal punto di vista storico-culturale e architettonico. Dedicato al fondatore, a fine Ottocento con i battellieri, del primo sindacalismo sardo. Per conoscere meglio la sua figura proponiamo una relazione di Pietro Murandi, letta nel corso del  Convegno su Giuseppe Cavallera tenutosi 28 settembre 2016 alla Camera del Lavoro di Cagliari.

Di Pietro Murandi

Giuseppe Cavallera (1873 – 1952) ha radicato e diffuso il socialismo e il sindacalismo in Sardegna, ha ispirato e guidato i primi movimenti popolari nell’isola. Bisogna sfatare l’idea diffusa, che a volte si sente e si legge, che i primi movimenti popolari in Sardegna siano stati quelli ispirati dal sardismo, dopo la prima guerra mondiale. In realtà tali movimenti popolari risalgono a un quarto di secolo prima e al movimento socialista.  Il socialismo fu radicato in Sardegna alla fine dell’Ottocento ad opera di militanti giunti nell’isola con l’obiettivo di diffondervi le idee e le organizzazioni socialiste.

Giuseppe Cavallera fu uno di essi, la sua azione si impose rapidamente come la più efficace, duratura e profonda. Fu lui, giovanissimo, a dedicarsi e ad assolvere con decisione alla missione, come si diceva allora, di diffondere il socialismo nell’isola fra i lavoratori e di radicare fra essi una piena coscienza dei loro interessi di classe. Non che in Sardegna non ci fossero circoli socialisti, ma erano formati generalmente da borghesi massoni e anticlericali, senza rapporti con la classe operaia, anche perché ben poca ce n’era nell’isola. Circoli si trovavano a Cagliari, a Sassari, a Tempio con l’esponente riformista Claudio De Martis, che è probabilmente il più autentico rappresentante di quel tipo di socialisti.

 

 
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