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INFORMAZIONE PER LA RETE DEI SARDI, DENTRO E FUORI LA SARDEGNA
Sa Chida Passada n. 18-2012 (29 aprile-4 maggio 2012) PDF Stampa E-mail
Sa Chida Passada - Sa Chida Passada 2012
Sabato 05 Maggio 2012 00:00

A cura di Bore Morette e Fabrizio Palazzari

Referendum, appello ai partiti: «Dicano da che parte stanno»

Il Movimento referendario: no all'indifferenza «I partiti sardi smettano di fare i pesci in barile e dicano ai cittadini da che parte stanno». A una settimana dal voto e con cinque quesiti su dieci, quelli sulle Province, sub iudice in attesa della sentenza del tribunale civile (prevista tra domani e mercoledì), il Movimento referendario si appella ai partiti perché diano indicazioni ai propri elettori.

Alle urne anche nel 2003 quando votò solo il 15,7%

Un referendum uguale a quello del 6 maggio, cioé per l’abolizione delle nuove Province, è già stato celebrato nel 2003 ma fallì clamorosamente visto che votò solo il 15,77 per cento degli aventi diritto. Era un clima diverso, le Province non erano ancora nate (le prime elezioni sono del 2005) e oggi i delusi sono tanti anche nei territori interessati. I referendum del 6 maggio, tuttavia, non hanno animato il dibattito politico. L’occasione non è stata sfruttata neppure per riaprire la discussione sul sistema pubblico isolano: tutti sanno che tra Stato, Regioni e Comuni, passando per le Province almeno sin quando restano, vanno riordinati compiti e funzioni, per evitare sprechi e costosi doppioni. Insomma, mentre sulla spinta del risanamento dei conti in Italia il processo decisionale ha subìto una forte accelerazione, nell’isola sembra tutto fermo. E si va avanti con spot e annunci, anziché con atti concreti.

 
Sa Chida Passada n. 17-2012 (23-27 aprile 2012) PDF Stampa E-mail
Sa Chida Passada - Sa Chida Passada 2012
Sabato 28 Aprile 2012 00:00

A cura di Bore Morette e Fabrizio Palazzari

Quegli onorevoli stipendi e la crociata dell'antipolitica

È vero che negli ultimi anni c'è stato un taglio del 20%. Solo nel 2011 i compensi sono stati ridotti di un importo tra 11.044 euro e 12.844 euro a seconda del luogo di residenza del consigliere regionale. Ma i compensi dei consiglieri regionali sardi restano i secondi più alti d'Italia, secondi solo a quelli della Lombardia e distanti da quelli degli onorevoli dell'Emilia Romagna che, tutto compreso, non arrivano a seimila euro.

Porcu (Pd): «Iniziativa utile solo a chi la promuove»

«I due quesiti in questione non hanno nessun impatto sui temi di cui dicono di trattare e dimostrano il carattere strumentale di questi referendum, utili solo per riportare alla ribalta politica i loro promotori. Il fatto che siano proposti da autorevoli esponenti della maggioranza certifica, peraltro, il fallimento di questa legislatura nella cui capacità di produrre riforme non credono più neanche le forze politiche al governo della Regione». « Dal 2004 sono stati fatti tagli del 20% delle indennità consiliari e nessuno ci ha battuto le mani. La vera sfida è quella di moltiplicare l'efficienza dell'istituzione oggi assai poco produttiva. Diversamente, qualsiasi costo sostenuto sarà troppo alto rispetto ai bisogni dei sardi».

 
Sa Chida Passada n. 16-2012 (16-20 aprile 2012) PDF Stampa E-mail
Sa Chida Passada - Sa Chida Passada 2012
Sabato 21 Aprile 2012 00:00

A cura di Bore Morette e Fabrizio Palazzari

La fronda di Pisanu: «Oltre il Pdl»

Grandi manovre nei partiti in vista della prossime elezioni. Beppe Pisanu lancia con una trentina di parlamentari la fronda «Oltre il Pdl», l’Udc accelera sulla nascita del “Polo della nazione” e già si parla di una lista del ministro Passera con Riccardi e Moavero. Per non parlare del fitto corteggiamento da parte di Silvio Berlusconi di Luca Cordero di Montezemolo che il Cavaliere immagina candidato nel 2013. Beppe Pisanu alla fine è uscito allo scoperto e con Lamberto Dini scrive un manifesto per una nuova casa dei liberaldemocratici che getti le basi per un nuovo scenario politico basato su due soggetti forti e alternativi tra loro ma non più caratterizzato da logiche di contrapposizioni pregiudiziali. Obiettivo gettare le basi per un’alleanza con il Terzo Polo di Casini e Fini.

«Pd, non basta una tregua»

Ora si parla di tregua, nel Pd, ma c'è chi non gradisce: forse perché il concetto presuppone una ripresa delle ostilità, di cui molti democratici sono stufi. La vicesegretaria Francesca Barracciu e il capogruppo consiliare Giampaolo Diana stanno su posizioni diverse, nella dialettica interna (la prima in maggioranza, il secondo no), ma concordano su una cosa: una pace fittizia non è ciò di cui ha bisogno il Pd.

 
Sa Chida Passada n. 15-2012 (9-13 aprile 2012) PDF Stampa E-mail
Sa Chida Passada - Sa Chida Passada 2012
Sabato 14 Aprile 2012 00:00

A cura di Bore Morette e Fabrizio Palazzari

La politica si divide, cresce l’incertezza su Flotta Sarda Spa

Maggioranza divisa, opposizione all’attacco, colossali interessi economici che si intrecciano anche con la situazione politica nazionale. Il caso Saremar rischia di travolgere non solo il progetto di Flotta Sarda Spa ma tutta la parte del disegno di legge che disciplina la continuità territoriale marittima. La giunta Cappellacci potrebbe puntare su una pausa di riflessione con la maggioranza prima che la commissione Trasporti del Consiglio regionale riprenda la verifica sui dati economici dei collegamenti estivi 2011 garantiti dai traghetti targati “Sardegna” e sui numeri preoccupanti forniti dalla stessa Saremar.

Elezioni, lo Stato non paga

Se il Governo non pagherà il conto, sarà la Regione a dover garantire con circa 800 mila euro lo svolgimento delle elezioni amministrative. E a preoccupare non sarebbe tanto il costo di schede e manifesti, bensì quello di un particolare software per l'elaborazione dei dati.

 
Sa Chida Passada n. 14-2012 (2-6 aprile 2012) PDF Stampa E-mail
Sa Chida Passada - Sa Chida Passada 2012
Sabato 07 Aprile 2012 00:00

A cura di Bore Morette e Fabrizio Palazzari

Province all'ultimo giro

Forse mangeranno il panettone, ma entro il 2012 le Province sarde dovranno cambiare aspetto. Se non lo faranno grazie a una riforma varata dal Consiglio regionale, subiranno il bisturi di Monti: che le derubrica a enti di secondo livello (eletti dai Comuni e non dai cittadini), non si sa ancora bene con quali funzioni.

Cappellacci alle Europee? Così eviterebbe la crisi

La notizia, diffusa dal segretario del Pd Silvio Lai, secondo cui Ugo Cappellacci si candiderà alle elezioni politiche mettendo in crisi la Regione con più di un anno di anticipo, ha messo in subbuglio il centrodestra. Che vorrebbe evitare a tutti i costi lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. E così negli ambienti politici ora circola una indiscrezione, pare non nuova, su un’ipotesi alternativa: il governatore potrebbe candidarsi alle Europee che si terranno nel giugno 2014, mentre la legislatura regionale terminerà nel febbraio dello stesso anno. Per candidarsi alle Europee non sono richieste le dimissioni.

 
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