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INFORMAZIONE PER LA RETE DEI SARDI, DENTRO E FUORI LA SARDEGNA
Sa Chida Passada n.01-2012 (2-6 gennaio 2012) PDF Stampa E-mail
Sa Chida Passada - Sa Chida Passada 2012
Domenica 08 Gennaio 2012 00:00

A cura di Bore Morette e Davide Zaru

Cappellacci in Afghanistan. A fine 2011, Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, è giunto in Afghanistan per incontrare i militari della Brigata Sassari che dal settembre scorso hanno assunto la guida del Comando regionale Ovest della Missione Isaf.

 

Caso eolico. «Confermo la serena fiducia nella magistratura, unitamente alla certezza di dimostrare l'assoluta correttezza del mio operato, sempre orientato al puntuale rispetto della legge». Queste le parole del presidente della Giunta Ugo Cappellacci dopo aver saputo della decisione della magistratura nel caso eolico.

Referendum. Sono state depositate presso la cancelleria della Corte d'Appello di Cagliari le trentamila firme raccolte in poco più di venti giorni dal Movimento Referendario sardo a sostegno della richiesta di dieci quesiti regionali per l'abolizione delle Provincie, l'elezione diretta del presidente della Regione e a seguito delle primarie, la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali e la creazione di una assemblea costituente per riscrivere lo Statuto sardo.

 

 
Colombe e falchi militaristi nel fine anno sardo (come sempre) PDF Stampa E-mail
Editoriali - Davide Zaru
Domenica 08 Gennaio 2012 00:00

di Davide Zaru
Una delle notizie riportate in “sa chida passata” di questa settimana riguarda la controversa visita del Presidente della Giunta Cappellacci ai militari sardi in servizio in Afghanistan. I commentatori si sono divisi tra chi ha accusato i costi inaccettabili per il contribuente pubblico, chi ha definito la missione come l’ennesima operazione populista di UC e chi invece l’ha accolta con entusiasmo, denunciando anzi l’irredento anti-militarismo della sinistra. Questa situazione suggerisce che probabilmente il rapporto tra i sardi ed il potere militare rimanga forse ancora irrisolto.


Durante le vacanze, mi è capitato più volte di pensarci. Personalmente, tendo ad associare la parola “militare” ad immagini molto diverse. La spilla “sa vida pro sa patria”, conservata dietro una vetrinetta a casa a Cagliari; il picchetto d'onore per Sant'Efisio; Soru che parla delle servitù; colonnelli in pensione che rinnovano splendidi alberghi sulle dune. Altri militari in pensione che riutilizzano il prestigio militare buttandosi in politica. Ma anche gli innumerevoli graffitti “no radar” che tappezzano variamente Cagliari; le pagine di Marcello Fois che maledicono la Sardegna come terra di macello per giovani destinati all’esercito. Quest’ultima è forse l’immagine prevalente in gran parte dei sardi.

 

 
Carouge, una città sarda PDF Stampa E-mail
Editoriali - Davide Zaru
Domenica 24 Luglio 2011 00:00

di Davide Zaru

Carouge è un comune svizzero di circa 20mila abitanti sulle sponde del fiume Arve, alle porte di Ginevra. Graziosi palazzetti a due piani di fine ‘700 si affacciano sulle due principali arterie stradali. Carouge ospita una delle piu’ famose pasticcerie svizzere, eleganti bar affollati di giovani abbronzati, ed alcune tra le boutique più originali di Ginevra: non ho resistito questa mattina a una coppia di asciugamani in cotone egiziano tessuti artigianalmente nel retrobottega, ed estremamente simili ai tessuti in lino che mia nonna imparo a realizzare da ragazza.

Ebbene, Carouge si vanta con orgoglio di essere una “città sarda”. Una piazza alle spalle del municipio si chiama per l’appunto “Place Sardaigne”. Per celebrare il 225° anniversario della fondazione di Carouge, la municipalità invita la cittadinanza a partecipare ad un quiz, il cui primo premio è costituto da…dieci vacanze al mare in Sardegna.

Non occorre scomodare il Prof. Francesco Cesare Casula per fare chiarezza. Secondo Wikipedia: “successivamente ad un periodo movimentato durante il quale Carouge diventa sarda attraverso il trattato di pace del 30 maggio 1814 e quindi francese al ritorno di Napoleone, e ancora di nuovo sarda in seguito alla sconfitta di Napoleone, Carouge è ceduta al Cantone di Ginevra in virtù del trattato di Torino del 1816, assieme ad altri 31 comuni savoiardi”. Ecco spiegato il motivo per cui, questo gioellino di urbanistica piemontese mostra con fierezza le sue radici “sarde(savoiarde)”.

Questa mattina, passeggiando per le sue viuzze, sono stato colpito da un’iniziativa, a mio avviso encomiabile, attraverso cui l’amministrazione comunale cerca di creare consapevolezza sulla storia della cittadina. Sui marciapiedi di Carouge, in una trentina di punti ‘significativi’ della città, sono stati incollati dei maxi adesivi con sopra stampate delle domande: in place du marchè, un adesivone piazzato di fronte alle rotaie del tram interroga il passante: “E’ vero che questa linea di tram è la quarta più antica d’Europa?”. La risposta (in questo caso, è vero) si verificano su www.225carouge.ch. Di fronte all’ingresso della chiesa parrocchiale i fedeli calpestano la seguente domanda: “E’ vero che dentro la chiesa ci sono sette statue barocche?” (falso, sono solo tre). Di fronte ad un anonimo condominio: “E’ vero che qui, sino al 1910, c’era il mulino di Carouge?” (vero). Sino alla domanda di storia contemporanea: “E’ vero che il cinema BIO fu il rifugio notturno dei giovani contestatori dell’estate del ’69?” (vero).

Ebbene, ho pensato a quanto successo avrebbe un gioco simile a Cagliari. Di fronte all’ingresso della Chiesa di Sant’Agostino, sul largo Carlo Felice, le ciurme di adolescenti dirette da piazza Matteotti a via Manno potrebbero essere interrogate: “E’ vero che il corpo di Sant Agostino fu conservato a Cagliari per oltre duecento anni?” (è vero: dal 504 al 722 d.C.). Di fronte alla sede de L’Unione sarda: “E’ vero che il giornale svolse un ruolo cruciale nella campagna elettorale delle comunali del 1890, vinte da Ottone Baccaredda?” (yes!). Sul parcheggio della Città mercato di Santa Gilla, magari giusto di fronte ai carrelli: “E’ vero che in questa spianata, detta allora ‘Campo Scipione’, si situavano le banchine portuali della Cagliari punica?” (vero anche qua).

Questo il mio appello ai nostri giovani amministratori comunali: facciamo un sacrificio per fare riscoprire la ricca storia di Cagliari a cittadini e turisti. Prendiamo esempio da Carouge, una città sarda!

 
6 luglio: una protesta come altre o giornata storica? PDF Stampa E-mail
Editoriali - Stefano Piroddi
Lunedì 11 Luglio 2011 00:00

Di Stefano Piroddi

Cosa rende unica una manifestazione di piazza rispetto a mille altre che l'hanno preceduta? E cosa può rendere storica una giornata rispetto a tante altre che si susseguono anonime sulle pagine di un calendario e nelle coscienze delle persone? La risposta alla prima domanda è ovvia: la rendono unica gli elementi inediti, mai apparsi prima. Ma la risposta alla seconda questione non può che essere rimandata, perché potrà definirsi storica solo una giornata che si inserisce in un processo storico, cioè una serie di eventi successivi inaugurati da quella giornata e a essa legati. Il 14 luglio 1789 docet.

E allora, poiché non possiamo prevedere gli eventi futuri, restiamo per ora agli elementi inediti che rendono unica la manifestazione del nostro 6 luglio. Intanto, le bandiere dei quattro mori (le uniche ammesse tra i manifestanti), centinaia issate sulle aste, addirittura migliaia se consideriamo i quattro mori riportati su altrettante magliette di donne e uomini appartenenti al Movimento Artigiani e Commercianti liberi-Sardegna. E il secondo elemento di unicità è proprio l'identità professionale di chi ha protestato.

 
Meeting a Chia dei giovani sardi nel mondo. PDF Stampa E-mail
Editoriali - Fabrizio Palazzari
Martedì 28 Giugno 2011 00:00

Di Fabrizio Palazzari

Tra Cagliari e Chia vi sono uno stabilimento petrolchimico, campi di fieno a ridosso di ciminiere fumanti e di depositi di combustibile, un importantissimo centro di ricerca e sviluppo, impianti da golf, paesi dallo sviluppo costiero tumultuoso, orti e giardini, spiagge bianchissime ed alcuni tra i più rinomati e conosciuti resort dell’Isola. Ci sono anche le rovine archeologiche di Nora, una ricchissima tradizione dolciaria e molto altro.

Percorrere la S.S.195, la lingua di asfalto che poi prosegue per Teulada ed il Sulcis, è un po’ un viaggio attraverso gli ultimi sessanta anni di storia autonomistica sarda, e della sua continua ricerca di un modello di sviluppo economico. Dal Piano di Rinascita, con la raffineria Saras dei Rovelli e dei Moratti, sino al fiorire dell’industria turistico – vacanziera con i suoi blasonati centri vacanza prima e le colonie di seconde case dopo, passando, infine, per i distretti tecnologici.

E’ questo quanto hanno potuto osservare, con maggiore o minore consapevolezza, gli oltre 130 giovani discendenti di emigrati sardi arrivati all’aeroporto di Elmas e diretti a Chia per partecipare ai lavori del meeting “La Sardegna nel mondo”. Il meeting, organizzato dall’assessorato regionale del Lavoro e dall’Acli Sardegna, è stato, dopo la Conferenza internazionale dell’emigrazione “I sardi nel mondo” svoltasi a Cagliari nel 2008, una nuova occasione in cui i rappresentanti dei circoli sardi, delle federazioni, delle associazioni di tutela ma soprattutto tanti giovani con origini sarde si sono potuti incontrare e conoscere.

 
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