Sa Chida Sarda n. 28-2014 - la settimana in Sardegna vista da Tramas de Amistade

 

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Newsletter Sa Chida Sarda - la settimana in Sardegna vista da Tramas de Amistade - del 21.11.17

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ti inviamo l'ultima edizione de "Sa Chida Sarda", la newsletter di Tramas di Amistade in grado di offrirti settimanalmente una sintesi efficace dei principali fatti di politica, economia e società avvenuti nella settimana precedente in Sardegna.

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Contenuti di questo numero

Sa Chida Passada num. 28-2014 (Dal 28 luglio al 1° agosto 2014)

A cura di Fabrizio Palazzari e Bore Morette

È diventata l'Isola dei bocciati

Sardegna al primo posto nella classifica nazionale delle scuole medie superiori col 14,7%. Le cose non vanno meglio nelle scuole medie inferiori: qui, la percentuale di bocciati è del 5,1% (3,5 in Italia) che assegna all'Isola un altro primato negativo. “Colpa” di una situazione economica e sociale che continua a essere complicata ma anche «di una programmazione sulla scuola che negli ultimi anni ha viaggiato senza una strada chiara e precisa», sottolinea assessore regionale alla Cultura e Pubblica Istruzione, Claudia Firino.

Cagliari, città vuota e anziana. Persi 2.000 residenti, i single sono sempre di più

Cagliari invecchia e si spopola, le famiglie si sfoltiscono. Duemila residenti in meno in un anno: dai 156.538 del 2012 ai 154.564 del 2013 nonostante un aumento, lieve, degli stranieri. Sono alcuni dei dati del nuovo atlante demografico del Comune, aggiornato al 31 dicembre scorso e pubblicato da ieri sul sito dell'amministrazione. Su 100 nuclei familiari, 42,82 sono composti da una sola persona (31.310 in tutto) e 24,96 da due (18.253).I quartieri più single sono Castello (62,1%) e Marina (61,4).

Il bilinguismo rende svegli (i bambini e gli anziani)

Antonella Sorace insegna Linguistica acquisizionale all'Università di Edimburgo. È impegnata a trasmettere una verità che ha verificato sul campo: il bilinguismo è un investimento per la vita. È dunque cruciale sensibilizzare le famiglie e scardinare l'eredità della “Generazione Bregungia”. «Tutti apprezzano il bilinguismo se la seconda lingua è l'inglese. Molto meno se si tratta di una lingua regionale», ammette Sorace.

Gli studenti del Master&back: «Chi torna non trova lavoro»

Ufficialmente la Regione non sa ancora quanti sono i “cervelli in fuga” dopo l'esperienza del master all'estero. Ma la relazione della società Iris parla di 4.070 progetti approvati e pagati dalla Regione al 31 dicembre 2013. E se le percentuali dei giovani che non hanno fatto ritorno nell'Isola dopo il master (53 per cento a sei mesi dal termine, 48 per cento a un anno) sono attendibili, circa duemila persone sono rimaste nella altre regioni italiane o all'estero. Rimane comunque alto il tasso di occupazione (63,5 per cento) di chi ha completato il Master and back: «Per capire meglio quanto è positivo il dato,” – sottolinea l’Assessorato al Lavoro –“ è utile il confronto con i dati Alma laurea sui laureati sardi che non hanno usufruito del programma. A un anno dal conseguimento del titolo di studio i laureati sardi sono occupati sono nel 41,6 per cento dei casi».

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Israele ci riguarda. Anche la Sardegna non è estranea alle istanze omologanti.

Di Alessandro Mongili ("Israele ci riguarda" è stato pubblicato su SardegnaSoprattutto.com).
Ho ammirato e ammiro la grande cultura ebraica europea e americana, la stessa che mi ha insegnato a essere critico e a diffidare degli idoli da noi stessi costruiti. A non adorarli, secondo l’insegnamento dei profeti di Israele. Da giovane, consideravo Israele “la modernità”, come tutti noi di sinistra. Un paese eroico che ammiravo. Chi non ricorda il deserto fatto fiorire e i pompelmi di Giaffa? Anche se, in realtà, in quella regione da secoli esisteva un’agricoltura assai prospera. Ma Israele ci sembrava un Davide moderno contro i Golia tradizionali che lo circondavano. I kibbutz, le irrigazioni, le università, la democrazia, i diritti, il Bauhaus di Tel Aviv oscuravano il fatto che fra i suoi stessi cittadini, il 20%, i palestinesi o, meglio, gli arabi-israeliani, nella neolingua sionista, erano esclusi da parecchie cose. Perfino Toni Negri è stato nei kibbutz. Anche altri miei amici “di sinistra” sono stati nei kibbutz. Magari i racconti erano terrificanti, però comunque, alla fine, l’esperienza era esaltante. Si stava costruendo un futuro migliore.

 

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Rosas, simbolo dell'epopea del Sulcis. Così il sogno minerario arrivò in America

Di Stefania Frigau (articolo pubblicato su L'Unione Sarda)

E’ il 9 maggio del 1908: la miniera Rosas di Narcao varca i confini del vecchio continente e ottiene la copertina della rivista americana "The Engineering and mining journal". Un grande risultato per l'ingegner Umberto Cappa, socio fondatore dell'Associazione mineraria sarda, autore dell’articolo pubblicato nell'autorevole rivista. La Sardegna, poco conosciuta alle cronache nazionali, totalmente ignorata oltreoceano, conquista una vetrina mondiale grazie a Narcao, piccolo paese della Sardegna sud occidentale.

Un curioso frammento di storia contemporanea, riscoperto da Sabrina Sabiu e pubblicato nel suo "Rosas una miniera nella Sardegna contemporanea", edito da Am&d edizioni. In 194 pagine l'autrice ricostruisce, con passione, la storia della miniera nel bacino minerario del Sulcis ricreando, anche grazie alle tante fotografie del tempo, quell’ atmosfera singolare che lì si respirava.
La naturale inclinazione per la ricerca è stata favorita dai documenti inediti scoperti negli archivi di Iglesias: annotazioni, mappe, rapporti dei Ministeri, pagine e pagine di un passato importante accuratamente documentato, come hanno consentito alla Sabiu di ripercorrere le tappe storiche di Rosas. Non meno importanti sono state le testimonianze dei salariati che, per gran parte del Ventesimo secolo, hanno lavorato nella miniera. Testimonianze forti di un passato dal quale emerge un sistema lavorativo disumano: le interviste realizzate dall'autrice restituiscono l'immagine reale e viva dell’ambiente professionale e sociale che la miniera aveva creato in cent’anni di attività.

 

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L'associazione Tramas de Amistade

Tramasdeamistade.org è una testata giornalistica online registrata presso il registro della stampa del Tribunale di Cagliari (n. reg. 15/2013).

L' associazione Tramas de Amistade è un’organizzazione indipendente che si propone di mettere in rete le esperienze di  professionisti, studenti e ricercatori sardi in molteplici settori che vivono e lavorano in continente e all’estero con le esperienze di sardi che invece operano in Sardegna.

La scommessa di Tramas è quella di mettere in contatto  sardi che vivono fuori dalla Sardegna con coloro che invece continuano a vivere in Sardegna (i quali, magari, pensano invece ad un’esperienza fuori Sardegna), e di cominciare una riflessione comune sul futuro della nostra terra.

Sa Chida Sarda è una newsletter interna che viene curata dall'associazione indipedente "Tramas deamistade". Non esitare a inviarla a amici e conoscenti!

Per riceverla puntualmente, o per inviarci idee e contributi, scrivi a segreteria@tramasdeamistade.org

 





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