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L'Università punisce gli studenti migliori PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 14 Novembre 2012 13:47

Da Sardinia Post

L'aver lavorato all'estero è per un aspirante ricercatore universitario sardo, un handicap. In questo modo un bando dell'università di Sassari 'ammazza' i giovani che hanno frequentato il Master and Back, lo strumento che doveva essere il fiore all’occhiello dello sviluppo dell’isola, un investimento fatto sulle idee e sulle persone che partivano nelle migliori Università del mondo, istituti di ricerca, o professionali, per un periodo di studio o lavoro con voucher formativi promossi dalla Regione Sardegna attraverso i Fondi Por. L'hanno svolto in migliaia, più di 5mila, ma ora, al rientro, c’è una sorpresa, e si scopre che la loro fatica viene costantemente mortificata.

A Luglio 2012 a Cagliari viene diffuso un bando finanziato con fondi Por dalla Regione, che dà luogo a quattro selezioni per posti di ricercatore a tempo indeterminato. Le procedure di assegnazione prendono diversi mesi e poi si scopre che lo stesso candidato, presentando gli stessi titoli, può piazzarsi in ciascuna delle selezioni in posizioni totalmente diverse. Le segnalazioni sono giunte in redazione da persone che abbiamo individuato con precisione. Ne conosciamo il nome, il cognome, e anche la storia professionale. Possiamo garantire che hanno tutti i titoli per parlare del bando sassarese e delle selezioni cagliaritane. Ci hanno chiesto di omettere i loro nomi perché - e anche questo dice molto della situazione delle Università - temono di subire ritorsioni.

 

Ma andiamo con ordine. A partire dalla vicenda di Sassari. Si tratta di un bando ancora aperto (scade il 16 Novembre) per esperti linguistici, detti CEL, in cui si legge una graduatoria del punteggio di questo tipo: Art. 5, punto C) fino ad un massimo di punti 8 attività didattica svolta connessa ai compiti propri dei collaboratori ed esperti linguistici così suddivisa:
c.1 - 2 punti per anno o frazione superiore a sei mesi, anche non continuativi, fino ad un massimo di 5 punti per attività didattica prestata nelle università italiane; c.2 - 0,5 punti per anno o frazione superiore a sei mesi, anche non continuativi, per un massimo di 3 punti, per attività didattica prestata in altre istituzioni in Italia e all’estero. Dunque il lavoro all'estero vale meno della metà di quello svolto in Italia. In tal maniera si escludono per esempio in sol colpo tutti i Master and Back, che tanto hanno sperato che le loro competenze professionali maturate nelle migliori Università del mondo, potessero essere utili per il loro rientro in Sardegna.

“Sono stato in un luogo
- dice il nostro testimone - che oltre alla lingua mi ha seriamente insegnato un mestiere. Ma pare che non si guardi a questo. Pare che per alcuni vi sia la strada preparata ad personam, per altri che ‘ingenuamente’ partecipano a più Bandi, che siano costruiti contra personam. Stando così le cose si mortifica l’intelligenza del più comune buon senso. Figurarsi, poi, quella delle nostre migliori menti che - già a partire da oggi - sono cariche di tante buone speranze per la Sardegna di oggi e per quella di domani”.

“Recentemente - spiega - durante un convegno, ho sentito con le mie orecchie qualche esponente della stessa Università dove concorro affermare che il ‘Master and Back’ è stato un esperimento fallito, che non ha portato i suoi frutti. Mi chiedo se questa gente abbia il coraggio di guardarsi in casa prima di affermare frasi del genere. È giunto il momento che qualcuno dovrà pur ricredersi: a chi toccherà questa volta? Contestando il bando o facendo ricorso fermeremo l’intera macchina. Che solo in apparenza è stata oliata negli ingranaggi, in realtà si muove a vuoto”.

Un altro ricercatore di Sassari segnala che il Bando CEL è un bando che si rivolge a esperti linguistici madrelingua di tutte le nazionalità. Penalizzare dunque le esperienze fatte nelle Università estere, neppure citate nel Bando, è un principio che va contro il principio adottato dalla Comunità Europea di mobilità internazionale per facilitare lo scambio di conoscenze, e così migliorare nel merito la competizione nella selezione, e di conseguenza la qualità del corpo docente delle nostre Università. Anche se questi sono fondi dell’Università - conclude – è un Bando fortemente contradditorio nei termini.”

E veniamo al caso di Cagliari. Con questa mail che è giunta in redazione (di Sardinia Post, ndr):

“Vi scrivo per raccontarci un’esperienza che ho vissuto insieme a un gruppo di colleghi contrattisti di ricerca, e che vorremmo divulgare via stampa. Lo scorso Settembre-Ottobre abbiamo partecipato a 4 selezioni per posti di Ricercatore a Tempo Determinato presso l'Università di Cagliari, FINANZIATI DALLA REGIONE SARDEGNA CON FONDI P.O.R. FSE 2007-2013 (Bando del 15 Giugno 2012). La cosa molto strana è che lo stesso candidato, presentando gli STESSI titoli in 4 selezioni per la STESSA posizione (Ricercatore) all'interno dell'Università di Cagliari, possa posizionarsi nelle 4 graduatorie nelle posizioni PIU' DISPARATE: vincitore, secondo classificato, ultimo classificato o addirittura NON essere ammesso alla discussione pubblica dei titoli”.

“Questo nasce da un'estrema DIFFERENZA di valutazione dei titoli dei candidati da parte delle diverse commissioni. In pratica, ogni commissione può decidere arbitrariamente QUANTI punti assegnare alle esperienze di Ricerca all'estero, o in Italia, o all'attività didattica, o alle pubblicazioni, ecc. La domanda è: "Perché per le selezioni di Ricercatore non si possono stabilire dei criteri univoci a livello nazionale in tutte le Università?" Forse perché, se così fosse, le commissioni non potrebbero più pilotare le selezioni per far vincere i loro favoriti? Inoltre, dai verbali delle selezioni è emerso che lo STESSO titolo è stato valutato diversamente per i diversi candidati: DIVERSO candidato, DIVERSO punteggio per lo STESSO titolo, sfavorendo così alcuni candidati rispetto ad altri. Da altri verbali era addirittura impossibile evincere i motivi di esclusione dei candidati, lasciandoci così con la costante domanda del perché siamo stati eliminati”.

“Purtroppo la maggior parte delle persone non parla di queste ingiustizie subite, ma è ora che tutti sappiano ciò che succede all’Università! Persino i nostri docenti, supervisori delle nostre Ricerche, sono indignati di quanto accaduto e ci appoggiano nelle nostre intenzioni di ricorso contro queste graduatorie. Le commissioni ‘ingiuste’ non si rendono conto che dietro un nome, che loro ‘bocciano’ senza rimorsi, c’è una persona che tutti i giorni si fa in quattro per arricchire il proprio curriculum, persona che ha deciso di trascorrere anni della sua vita a fare esperienze di studio/lavoro all’estero, da spendere poi nella propria terra, e che poi si vede passare avanti nei concorsi persone con meno titoli e meno esperienze, solo perché hanno un professore alle spalle! Ciò che tutti noi, poveri contrattisti di ricerca, chiediamo è semplicemente un po’ di meritocrazia, una buona volta, e un po’ di correttezza nei concorsi, in quanto siamo stanchi di essere presi in giro.”

(Fonte: Sardiniapost.it)

 

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