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Claudia e il dramma di un'intera generazione PDF Stampa E-mail
Zeitgeist - Zeitgeist
Sabato 17 Novembre 2012 00:30

Segnaliamo la lettera pubblicata sul blog vitobiolchini.wordpress.com. L'autrice, il cui nome è Claudia, nel condividere un momento di sconforto cerca di dare voce ad una generazione intera: quella dei nati negli anni'70-'80.

Caro Vito,
aiutami a capire una cosa:
se uno ha 37 anni è troppo vecchio per rientrare nella categoria dei giovani precari o senza lavoro e partecipare a bandi, concorsi etc. riservati ai giovani. Però è troppo giovane per ambire ad un lavoro ben pagato. Troppo vecchio per poter ricominciare dal basso e giovare degli incentivi per le categorie protette. Troppo giovane per potersi considerare esperto. Insomma uno sfigato e basta. Perché allora non adottare una legge proteggi-sfigati?

Lo so, la mia è una provocazione. Il fatto è che in tanti anni di lavoro all'estero (Stati Uniti, Svizzera e Gran Bretagna) non ho mai visto bandi di concorsi, bandi per borse di studio, annunci di lavoro e similaria che impongono limiti d'età. La chiamerebbero discriminazione. E andrebbe contro il sacrosanto diritto a cambiare (e migliorare) la propria vita anche cambiando carriera lavorativa.

 


Tant'è che all'estero è comune che ci si iscriva o si torni a studiare all'università ben oltre i 40 anni, e non per sfizio ma con uno scopo preciso. Solo da noi non si può. Qui siamo cornuti e mazziati: fregati da una legislazione che ha trasformato la flessibilità lavorativa in precariato, e mazziati da una legislazione che concede sgravi fiscali solo a chi assume, preferibilmente (cito solo per fare un esempio) donne sotto i 30 anni che siano neo-diplomate o neo-laureate, con tot anni di disoccupazione alle spalle, etc.
Peccato poi per tutti gli altri, che devono avere a che fare con un mercato del lavoro saturo, immobile, stritolato da tassazione e quant'altro.
C'è qualcuno, nella classe politica che pretende di governarci e fare gli interessi dei cittadini, che si rende conto che il problema non è solo e semplicemente la disoccupazione giovanile (ovvero quella dei minori di 30 anni), ma la vera tragedia è la disoccupazione e la totale mancanza di prospettive degli over 30 che magari hanno titoli di studio anche superiori alla laurea ed esperienze lavorative importanti, e che hanno raggiunto quell'età per cui vorrebbero tanto poter avere una loro vita, una loro famiglia, una loro casa, etc?
Con amarezza
Claudia

 

 

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