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Regione, scacco matto al mondo dell'emigrazione sarda organizzata PDF Stampa E-mail
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Giovedì 06 Dicembre 2012 16:17

Dii Massimiliano Perlato*

DA UN COMPLICATO 2012 AD UN INTOLLERABILE 2013: SCACCO MATTO AL MONDO DELL’EMIGRAZIONE SARDA ORGANIZZATA CHE SUBIRA’ UN’ULTERIORE E DRASTICO TAGLIO DELLE RISORSE. SUL BANCO DEGLI IMPUTATI L'ASSESSORE AL LAVORO DELLA REGIONE SARDEGNA.

Eppure soltanto un anno fa, aveva persuaso tutti. O quasi! L’Assessore al Lavoro e all’Emigrazione Sarda Antonello Liori, fresco di nomina, si era proposto al cospetto dell’attenta platea del Congresso F.A.S.I. ad Abano Terme, portando il saluto dell’intera Sardegna ai fratelli che vivevano al di là del Tirreno. Una contiguità in cui aveva rimarcato quanto avesse compreso il senso di appartenenza degli emigrati e come fosse importante dare alle associazioni sparse in giro per il mondo, futuro e continuità. Già, futuro e continuità.

A distanza di dodici mesi, la situazione si è clamorosamente ribaltata. Oggi, Liori, viene indicato da ogni angolo del mondo come colui che sta cercando di far morire una realtà, quella dei circoli, in piedi da almeno cinquant’anni e che in questi lustri ha indubbiamente dato spolvero alle specificità positive della Sardegna. Cavalcando la crisi globale che tanto travaglia la società civile ed economica, in primis quella sarda, già bistrattata e carente nelle sue componenti principali, da indicare per la programmazione futura del 2013 tagli sulle risorse mastodontiche per il settore emigrazione. Lacerazioni già penalizzanti nel 2012 che con il nuovo anno si attesteranno tra il 50% e il 70%. Un disastro.

Questo il leit motiv che ha congiunto le Federazioni delle Associazioni Sarde nel commentare il misfatto. Nell’ultimo direttivo nazionale della F.A.S.I., la Presidente Serafina Mascia ha evidenziato come la Federazione capisca benissimo che tutti devono adeguarsi a una diminuzione delle risorse unita a un maggior rigore nella qualità e nell’efficacia della spesa operata da ciascuna associazione. Ma la lettera dall’Assessorato da Cagliari non era ancora giunta sui tavoli dell’Esecutivo. Una missiva in cui viene sottolineato di come non sia stato possibile approvare le istanze del mondo dell’emigrazione che congetturavano perlomeno il mantenimento della condizione del 2012. Per l’Assessorato, l’obiettivo era impossibile da perseguire perché era necessario tenere conto dei limiti imposti dalla deferenza verso il Patto di Stabilità interno, dall’esigenza di proporzionare la progettazione con le risorse fruibili, scandita dai vincoli finanziari sollecitati dalla spending review, nonché dalle regole contabili approvate in campo nazionale e regionale.

Parlando di numeri, alle organizzazioni dei sardi emigrati verrà destinato 1milione e 200mila euro così distribuiti: 1 milione per i 132 circoli riconosciuti (una quota forfetaria di 3mila euro alle associazioni con il bilancio in regola e senza posizioni debitorie; una quota tra i 2 e i 4mila euro per lo svolgimento delle attività diligentemente stabilite dall’Amministrazione regionale, pena ahimè di qualche decurtamento se le operosità svolte non avranno prodotto valore aggiunto all’immagine della Sardegna!!!). Caso a parte per la presenza di più circoli nella stessa città: esistono i casi di Roma, Torino e Brisbane. In questa congiuntura sostiene l’Assessorato, l’assegnazione dell’apporto sarà unico da ripartire tra i circoli interessati. Il resto del contributo sarà così suddiviso: 60mila per le Federazioni, 40mila per le Associazioni di Tutela e 100mila a titolo premialità per le Associazioni più meritevoli. La Direttrice del Servizio Francesca Piras ha indugiato in particolar modo su quest’ultimo punto che risulta a conti fatti, essere un premio di consolazione che rischia però di scontentare molti visti i numerosi parametri da rispettare per raggiungere il fine preposto.

La cifra solo per rammentare i punti basilari sopraggiungerà ripartita a quei circoli che avranno una gestione esemplare, sullo stile  da primo della classe; un direttivo con assenza di compresenze di familiari;  e con una presenza ragguardevole di giovani. Per gli encomiabili, un massimo di 5mila euro a circolo. C’è anche spazio per l’informazione con 200mila euro destinati alla realizzazione de “Il Messaggero Sardo” (quello ufficiale che in versione cartacea giunge nelle case degli emigrati a singhiozzo e con un consistente ritardo) con un sostegno anche per il funzionamento del sito (ad oggi risulta inguardabile, in quanto nulla c’è da esaminare). L’Assessore Antonello Liori a Tottus in Pari ha recentemente dichiarato: “La cifra indicata nella comunicazione della Dirigente del servizio è semplicemente una prima programmazione delle risorse per il 2013, delle quali attualmente non si conosce l’ammontare definitivo. Perciò – ha proseguito Liori – considerato che le somme pagate per il 2012 a favore dei ‘Sardi nel mondo’ sono state pari a 2.6 milioni di euro, che il Patto di stabilità non garantisce maggiori risorse per il 2013 e che i Dirigenti sono tenuti a programmare per il futuro solo ciò che è pagabile, si è prudentemente deciso di pianificare la gestione di una prima parte di risorse, che deriva da un semplice calcolo relativo all’anno in corso.

La cifra per il 2013 si ottiene sottraendo alla somme già pagate ciò che è rimasto da liquidare, e che sarà saldato nel 2013. Ovviamente, come ben precisato nella comunicazione, vi potranno essere future rimodulazioni non appena saranno noti i dati del bilancio e del Patto. Non si intendeva diffondere dati sulle risorse del Bilancio 2013, che peraltro ancora non ci sono, ma seguire un percorso, condiviso, di razionalizzazione della distribuzione dei contributi, più volte richiesta anche durante le riunioni della Consulta regionale, riuscendo, entro la fine dell’anno, a stilare una bozza di programma annuale.” Ma il mondo dell’emigrazione sarda non ci sta. C’è puzza di bruciato nelle asserzioni formali che rende inquieto e comprensibilmente articolato il futuro dell’emigrazione sarda organizzata. Domenico Scala, vice Presidente Vicario dell’Ufficio della Consulta per l’Emigrazione, ha affermato con severità: “Ciò che i Sardi emigrati temevamo da tempo si sta adesso verificando: la Regione Sardegna sta cercando di disimpegnarsi, in modo strisciante, dei suoi doveri o, forse meglio, obblighi verso i suoi emigrati nel Mondo. Questo disimpegno si sta traducendo nel taglio dei fondi destinati alle attività culturali dei Circoli sardi che operano da sempre in difficili condizioni. Si tratta di un taglio ingiusto che segna la fine dell’azione socio-politica che le nostre Associazioni hanno svolto, in difficili condizioni, come compito primario del loro operato”.

Parole che pesano come macigni quelle del rappresentante dell’emigrazione sarda in Svizzera: “Si è dimenticato l’alto contributo dato dagli emigrati nel corso dei decenni come mittenti di valuta pregiata e come ambasciatori nel Mondo per i prodotti enogastronomici e per lo sviluppo turistico dell’Isola. È un comportamento dannoso e inspiegabile, che non tiene conto delle serie conseguenze per il futuro. Adesso é stata gettata la maschera e non c’è più simulazione dei comportamenti. C’è una volontà politica che vuole recidere, una volta per tutte, il nostro legame con la Patria. Sarebbe un tragico errore, perché queste comunità degli emigrati rappresentano una importante risorsa per la Sardegna”. I meriti indiscussi del mondo dell’emigrazione sarda in questi anni sono notevoli e investono molteplici settori: basta pensare alla cassa di risonanza creata per il turismo e le interminabili campagne nei trasporti (dalla Corsia Preferenziale con Tirrenia negli anni settanta alla Continuità Territoriale). In Assessorato hanno messo i tappi alle orecchie e paiono obliare che se oggi si parla tanto di Sardegna nel mondo lo si deve anche, e soprattutto, all’azione capillare di diffusione dei valori etnici, ambientali, storici e culturali, da parte dei sardi nel mondo, che, nel farsi apprezzare personalmente hanno posto e ripongono immancabilmente l’accento sul fatto di essere Sardi e di provenire da una terra di grandi tradizioni di civiltà e impegno.

Chiude Scala con una dura riflessione: “Pare che questi valori e questo amore per la nostra terra non regni tra quelle forze politiche che stanno ponendo atto o stiano assistendo senza battere ciglio a un programma di progressiva dimenticanza dell’emigrazione sarda organizzata. Forse a Cagliari non si avverte la gravità del momento, ma il tempo delle parole al vento e delle dilazioni è ormai scaduto!” Altra robusta testimonianza giunge d’oltre oceano per voce di Marga Tavera che per l’Argentina, guida la Federazione dei circoli sardi: “Tra i nostri circoli permane la grave incertezza di poter tenere le nostre sedi aperte. Il rischio che la nostra rete sparisca è enorme. E non disperderemo quanto i nostri avi hanno costruito”.

In attesa dell’impellente riunione della Consulta per l’Emigrazione che si svolgerà a Cagliari nel prossimo fine settimana, i circoli sardi hanno dovuto inghiottire altri bocconi amari nel vedere respinte le loro richieste. “La F.A.S.I. aveva avanzato perplessità per il nuovo testo di legge e soprattutto – fa sapere Tonino Mulas, Presidente Emerito – per l’accesso ad altri soggetti non legati all’emigrazione. La richiesta nella fattispecie è quella di una legge che mantenga e rinnovi la rete dell’emigrazione”. Richiesta respinta con un freddo commento che indica l’esistenza di un Decreto di Legge già presentato in Giunta da Antonello Liori e che l’ipotesi di un ulteriore DDL non è altresì percorribile. A conti fatti, un oblio. Un quadro della situazioni a tinte forti ma che pone coscienziosi dubbi e competenti perplessità per un futuro tutto da riscrivere. In barba ad un esimio passato impiegato da migliaia di emigrati sardi guidati da un enorme spirito associazionistico e di puro volontariato per far affiorare un’isola come nemmeno in Sardegna, spesso si è capaci di fare.


* Direttore del blog Tottus in Pari sul mondo dell'emigrazione sarda organizzata

 

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