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Poi vengono a dire a noi di fare rete. Arratza de faci! Di Amos Cardia PDF Stampa E-mail
Editoriali - Amos Cardia
Domenica 02 Febbraio 2014 22:49

Di Amos Cardia (www.amoscardia.com)

Tempo di elezioni, tanti che non hanno mai fatto niente, non dico per la nazione (cioè la Sardegna) ma neanche per il quartiere, si attivano perché – dicono loro – è ora di cambiare. Come se prima non avessero potuto cambiare, senza chiedere niente a nessuno, facendolo e basta.

«Se non sei già impegnato, una mano per le elezioni…» è la frase del mese, quanto un tormentone estivo. È un corteggiamento che bisogna mettere a frutto e allora io rispondo sempre: «Sì, va bene, io per la Sardegna voglio fare questo, questo e questo. Se firmi un documento che preparo io dichiarando che lavorerai per queste attività, autorizzandomi a renderlo pubblico, ti voto e ti faccio votare». Nessuno risponde, né nella sostanza, né nella forma del contratto. Spariscono. Fuggiti. Non tutti ma quasi. Sinistra, centro, destra, italianisti e indipendentisti, la fuga è trasversale. Non tutti ma quasi. Ormai alcuni lo sanno e neanche mi chiedono più il voto.

 

Per creare le situazioni nuove di cui la Sardìnnia ha bisogno non è necessario aspettare le elezioni e, tante volte, non sono necessari neanche i politici. Oguno nel suo campo, nelle attività in cui è competente, può fare già ciò che serve o, almeno, provarci.

 

In autunno, a ottobre del 2013, con alcuni operatori del mio stesso settore, il turismo attivo, abbiamo visto che la Provincia di Cagliari aveva fatto un bando per incaricare una o più ditte affinché si realizzassero mappe e libretti sulle montagne e sui boschi. Il prodotto – vale a dire le mappe e i libretti – alla fine è risultato inadeguato e per questo, anziché lamentarci, come fanno i sardi vecchi, o prendercela con l’ultima ruota del carro, cioè l’esecutore, che magari si è solo attenuto alle istruzioni del committente, cioè della Provincia, abbiamo pensato: «Evidentemente alla Provincia hanno bisogno d’aiuto, ora diamo loro una mano». Così tra operatori del settore, anche se siamo concorrenti sul mercato, ci siamo coordinati e accordati, abbiamo occupato tempo ed energie a scrivere la lettera che segue, inviandola con posta elettronica certificata, in modo da avere la ricevuta della avvenuta consegna.

 

Cagliari, 2 ottobre 2013

Alla cortese attenzione della Provincia di Cagliari

Settore Ambiente

Oggetto: proposta di integrazione dei criteri nei bandi destinati alla realizzazione di documentazione promozionale del territorio

Noi sottoscritti, legali rappresentanti di imprese e di associazioni sportive attive nella promozione del patrimonio ambientale della Provincia, proponiamo al vostro ente di integrare i criteri nei bandi in oggetto con delle specifiche che permetterebbero di conseguire più ampi e duraturi risultati nella promozione del territorio.

Le pubblicazioni derivanti da questi bandi, comunque meritori, rischiano di non conseguire l’obiettivo dell’incremento del turismo ambientale, dato che il potenziale visitatore, pur informato di una mole di dati naturalistici, non ha indicazioni dirette per la logistica e per l’acquisto dei servizi di visita, fattore invece determinante nella scelta della destinazione.

Specificamente, suggeriamo che in qualunque pubblicazione provinciale o derivata da un finanziamento provinciale o da un bando provinciale (mappa, sito, brochure o libro), per ogni itinerario descritto

  1. siano indicati i riferimenti degli operatori disponibili all'accompagnamento sull’itinerario stesso;

  1. siano allegate, nelle forme rese oggi possibili dalla tecnologia (cd-rom, sito internet provinciale, siti internet degli operatori, etc.) le tracce GPS (formato GPX ed eventualmente altri) dell’itinerario stesso, senza alcun diritto proprietario (vale a dire che chiunque potrà ripubblicarle in qualunque forma, anche con finalità commerciale);

  1. sia pubblicato il profilo altimetrico, elemento sintetico efficace nella rappresentazione tecnica del percorso e quindi facilitante la scelta;

Inoltre, noi operatori ci rendiamo disponibili a partecipare a un tavolo tecnico che supporti l’amministrazione provinciale prima della pubblicazione di un bando o dell’adozione di altre misure, affinché siano centrate le esigenze effettive del territorio e della categoria

Fiduciosi in una vostra risposta positiva porgiamo cordiali saluti e alleghiamo scheda associativa/aziendale dei firmatari.

Eravamo Alla scoperta di… e Amos Cardia, di Sinnai, e Soc. Philia, IchnusaBike, Si.Me. edizioni e ASD Shardana Outdoor totus di Cagliari. Così avevamo concluso la lettera e così siamo rimasti, perché non ci è stato mai risposto. Poi si stupiscono se i cittadini vogliono l’abolizione delle Province.

 

Contro questo cattivo costume della pubblica amministrazione sta emergendo una nuova generazione di lavoratori e di lavoratrici, che oltre a volere lavorare in santa pace, in un sistema che premi il merito, desiderano avere un ruolo politico nelle stesse istituzioni, per farle funzionare diversamente.

Tra questi, molti hanno scelto di aderire a Sardegna Possibile e può essere interessante leggere il loro programma per il turismo, settore rappresentato dalla possibile assessora Rita Cannas. Si tratta di dieci punti chiari, condivisibili da ogni persona di buonsenso, ma occorre chiarire il passaggio dal programma all’azione pratica. Per esempio, quando al punto 9 si sostiene la necessità di «promuovere capillarmente anche all’interno dell’isola le opportunità di fruizione per incoraggiare il turismo locale» si fa un’affermazione sensata, ma se non si spiega chi materialmente deve realizzare la promozione e come, c’è il rischio che le buone intenzioni muoiano lì, sempre che non diventino l’ennesima occasione di sperpero di fondi pubblici.

«Ma per la realizzazione del programma ci sono i tecnici…» si risponderà, ma il problema è proprio questo. Quali tecnici? In Sardegna siamo pieni di progetti grandiosi finiti in niente per via di tecnici inadeguati, persone per le quali costruire un palazzo in città o un sentiero in un bosco è lo stesso, basta prendere i soldi e basta che siano molti. Persone che in tutta la loro vita non hanno camminato a piedi per più di mezz’ora di seguito vogliono progettare itinerari escursionistici. Persone che non vanno in bicicletta da quando erano adolescenti vogliono progettare itinerari cicloturistici, persone che non hanno mai più studiato la storia dalle scuole medie vogliono progettare itinerari storici e così via. E se lo si fa loro notare, pure si offendono e rispondono stizziti: «Ma io sono ingegnere!».

Realizzano le opere, i cittadini non se ne servono e allora tutti a dire: «I cittadini non sono interessati». Che forse quelle opere sono state costruite male, o che non servono, perché sono state pensate e realizzate da incompetenti, perché i bisogni reali della cittadinanza e dei turisti non si possono conoscere tramite AutoCad, a questo solitamente non si pensa.

Siamo in questa situazione per colpa di numerosi politici, che lasciano mani libere a questi tecnici per interesse, perché poi restituiscono loro i voti delle imprese, e per pigrizia e per paura, perché altrimenti dovrebbero promuovere riflessioni collettive e dibattiti reali, che temono come la peste.

In un mondo sempre più complesso da governare, in cui il sapere è sempre maggiore e sempre più diffuso, è evidente che la relazione primaria deve essere quella tra portatori di interesse e politici e soltanto dopo che questi sono giunti a una decisione condivisa si possono incaricare funzionari e tecnici, sempre vigilando attentamente sul loro operato.

I portatori di interesse e gli operatori del settore sanno cosa è necessario fare e come è necessario farlo. Per questo, ai tre punti della lettera riportata sopra, che valgono per qualunque istituzione, ne aggiungo nove e così nessun consigliere regionale potrà dire «No dd’apu fatu ca no ddu sciemu».

1. Occorre scegliere un monumento della Sardegna che diventi monumento nazionale sardo, un riferimento per tutti anche fuori dalla Sardegna, come in Italia è il Colosseo e in Francia la torre Eiffel. Si può scegliere con una votazione in internet e, una volta scelto, occorre che la Regione organizzi corse di linea dai porti e dagli aeroporti per quella destinazione. Poniamo che vinca Barùmini, non è possibile che un turista per andare a Barùmini debba servirsi delle scarse corse per la popolazione e debba fare mille sacrifici e che alla fine rinunci.

2. La Regione deve riprendersi, dai confinanti che ne hanno occupato tratti, le sedi delle vie ferrate abbandonate, tenendole pulite e agibili. I vecchi caselli vanno demoliti, ripulendo perfettamente il suolo, o ristrutturati, tenendoli aperti e puliti, per i turisti attivi che vorranno usarli come rifugio. Basta questo affinché i turisti attivi comincino ad andarci e affinché i privati (guide e tour operator specializzati) possano portarci numeri maggiori.

3. Nelle campagne e nelle montagne deve essere esplicitato in quali strade e sentieri le moto da enduro e i quad possono passare e in quali non possono passare. Una volta chiarito questo occorre nascondere telecamere per reprimere chi viola le regole.

4. La Regione deve prendere la proprietà delle cantoniere abbandonate, demolendole e ripulendo perfettamente il suolo o ristrutturandole per venderle. Se nessuno le compra può assegnarle ai Comuni come case popolari, fatto sta che devono essere abitate, perché così non servono a niente e sono uno spreco.

5. Tutte le caserme dell’Ente Foreste devono avere una stanza adibita a foresteria, col bagno e l’acqua calda. Anche se fosse una sola stanza, con un caminetto, quattro brande e quattro materassi, in cui si dorme col proprio sacco a pelo, questo basterebbe a fare aumentare le presenze e le permanenze dei turisti attivi. Si pagherebbe un prezzo congruo per il servizio, da cinque a dieci euro a seconda delle caratteristiche, e il ricavato l’Ente Foreste lo rinvestirebbe nella foresteria stessa.

6. Tutti i dati digitali ricavati da lavori nel territorio, quindi i dati geografici digitali), devono essere aperti (DGA, dati geografici aperti), vale a dire che chiunque deve poterne usufruire per farne ciò che vuole, anche attività commerciale. È già possibile, in diverse forme, con SardegnaGeoportale che recentemente ha attivato una apertura meritoria e con Open Street Map, molto usato in tutto il mondo anche per attività turistiche.

7. Occorre concludere la banca dati dei sentieri, da rendere immediatamente fruibile al pubblico e tenere costantemnete aggiornata. Per fare questo bisogna coinvolgere gli operatori seri – retribuendoli, come succede in ogni nazione civile, per la qualità e quantità del loro lavoro e dei sentieri portati – e non assegnare senza bando incarichi operativi alle solite associazioni (magari pagate migliaia di euro per pochi km consegnati), incarichi di consulenza ai soliti docenti universitari che devono arrotondare lo stipendio e ai soliti ex docenti universitari che devono arrotondare la pensione.
Il lavoro potrebbe dunque consistere nelle seguenti fasi:

a) censimento di tutti i sentieri percorribili;

b) rilievo di precisione con GPS;

c) studio ed eventuale realizzazione della manutenzione;

d) studio ed eventuale realizzazione dei cartelli segnaletici;

e) creazione e aggiornamento costante di un apposito sito internet fruibile dal pubblico con la possibilità di scaricare gratuitamente qualsiasi traccia;

f) costituzione, con una severa selezione meritocratica per esami, di un gruppo di lavoro che tenga il catasto;

g) costituzione di una commissione di controllo (i cui membri devono essere eletti tra gli operatori e dagli operatori) che valuti prima, durante e dopo, le istanze di finanziamento e le opere realizzate per ogni sentiero.

8. La Regione deve definire regole certe, valide almeno su tutto il demanio regionale e sui terreni comunali, per il pernottamento in tenda dei turisti attivi. Dato per scontato che il campeggio libero in permanenza non può (più) essere consentito, per ovvie ragioni di sostenibilità ambientale e non solo, diverso è il caso di turisti impegnati a piedi o in bicicletta in un itinerario, che arrivano e montano la tenda la sera e la smontano e ripartono la mattina. Dato che non è sempre possibile conoscere in anticipo il punto esatto in cui ci si fermerà, una soluzione potrebbe essere la diffusione di un apposito numero di telefono, al quale chi pernotta è tenuto a spedire un sms comunicando la propria posizione in latitudine e longitudine e il numero di persone. Se si venisse colti in un pernottamento senza che si sia spedito il messaggio, malgrado la presenza di campo telefonico, soltanto allora si verrebbe multati. Per incentivare la comunicazione, il messaggio potrà essere spedito gratuitamente ma in ogni caso, con questo sistema, sarebbe possibile controllare il territorio e avere dati su flussi e località, preziosissimi per definire strategie di sviluppo.

9. Occorre – e questo vale per tutti – che qualunque indirizzo mail di un ente pubblico sia verificato nella sua funzionalità e assegnato a una persona definita, individuata personalmente. A quel punto, se scrivendo una mail all’indirizzo in questione non si ottiene risposta entro uno o due giorni lavorativi, quella persona va sanzionata esattamente come se non si fosse presentata al lavoro o non avesse tenuto aperto al pubblico lo sportello come invece è nella sua mansione. Per poter fare questo occorre creare un apposito ufficio di polizia amministrativa regionale che raccolga le segnalazioni degli utenti ed esegua le pratiche di sanzione.

 


 

 

Commenti   

 
0 # Roberto Prost 2014-02-06 23:33
Complimenti ad Amos Cardia per aver condiviso questo articolo, ricco di riflessioni condivisibili e spunti per ulteriori ragionamenti. Personalmente condivido la maggior parte dei punti proposti alla fine, sebbene ho dei dubbi sulla necessità/utili tà di scegliere un monumento che rappresenti la Sardegna, i Sardi e la nostra Cultura. Abbiamo già la bandiera dei 4 Mori che è sempre presente in ogni manifestazione in tutte le piazze Italiane ed Europee, è il simbolo della nostra identità e unità.
L'ultimo punto infine mi lascia perplesso: multe e sanzioni ok, ma uno stato di polizia di questi tempi non sò quanto sia opportuno. L'efficienza della PA necessita di interventi su più livelli, e un discorso a parte che saremo ben lieti di ospitare nel nostro sito.
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0 # Leonella 2014-02-06 15:27
Ciao Amos, concordo e condivido pienamente i punti toccati! Nel caso il progetto della Provincia si smuovesse o per qualsiasi altra forma di aiuto mi farebbe piacere essere aggiornata e poter dare la mia collaborazione.
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0 # glenda 2014-02-05 15:39
Ciao Amos,
sono pianamente d'accordo con te e come per Mario non sapevo del progetto della Provincia. Se posso essere d'aiuto in qualcosa, nei limiti dei miei tempi con molto piacere e mi farebbe piacere rimanere aggiornata in merito.
A presto ciao
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0 # Alla scoperta di.. 2014-02-05 08:07
Chiaramente concordo con Amos col quale ho condiviso, come firmataria, il documento inoltrato alla Provincia.
Credo che possiamo continuare a ripetere queste idee ad alta voce su stampa, rete e di persona, quando possibile, in incontri pubblici. Sono anche convinta che il pubblico davvero sensibile a queste tematiche sia, in Sardegna, piuttosto limitato. Una testimonianza ne è il diffusissimo e dilagante problema dei rifiuti abbandonati ovunque.
Ma noi dobbiamo continuare su questa linea, con le parole e i fatti.
Perchè ci crediamo veramente: è questa la nostra forza!
Stefania Contini, "Alla scoperta di.."
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+1 # Enrico 2014-02-03 21:32
Penso che tutti i punti toccati siano condivisibili, anche dai cosidetti italianisti.

Aggiungerei un punto che toccasse la gestione dei rifiuti abbandonati in aeree extraurbane, fenomeno che sta aumentando a vista d'occhi onegli ultimi anni:prevenzion e, controllo, sanzione e sopratutto bonifica delle suddette aree sono elementi mai citati e il problema in sè non compare quasi mai nel dibattito pubblico.

E chi per lavoro/passione percorre il territorio in lungo e in largo sa bene quali siano le preoccupanti proporzioni di questo scempio.

Grazie ad Amos per la lucidità del discorso nell'articolo.
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0 # Angelo Toro 2014-02-03 20:28
Ciao Amos!! Ne parliamo in continuazione, purtroppo chi come noi conosce il territorio e le sue potenzialità quasi mai ha potere decisionale. Una Sardegna organizzata e promossa in modo serio sarebbe ambita da tantissime persona che amano un turismo attivo, il quale sarebbe in grado di creare un importante indotto economico per la nostra amata isola.. E' il nostro futuro.
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0 # Davide Podda 2014-02-03 18:37
Trovo assolutamente condivisibili le proposte di Amos & Co e le sostengo attivamente.
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+1 # giacomo 2014-02-03 17:31
ciao, sul monumento ci sarebbero difficoltà diverse ma diciamo che ne farei diversi , questo anche per distribuire gli accessi e quindi l'occupazione eventuale, infatti il colosseo non è il monumento nazionale, siamo troppo ricchi di monumenti in tutta Italia per farne uno solo, idem in sardegna.

Forse l'avete già scritto ma proporrei di far costruire bene le baracche dei cacciatori, magari in tronchi e legname vario, lasciarle tutto l'anno a disposizione degli escursionisti, fuori dal periodo di caccia.

Oggi non si possono vedere, lamiere, plastica e quant'altro, brutte da vedere e ogni volta , a fine stagione venatoria, vengono smontate. Insomma farle pluriuso e farle fare in linea con gli standard sardi e europei in generale in termini di rifugi aperti di campagna

Complimenti!!

Ciao Giacomo
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0 # Mario Arzedi 2014-02-03 17:16
Caro Amos, ma sai con quanto piacere, ho letto questo tuo discorso! Sono assolutamente d'accordo su tutto. Io non sapevo neanche delle iniziative della Provincia sui sentieri.Certo anche a me non è che manchino le idee.Ti chiedo di continuare a tenermi informato. Grazie A presto Mario
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0 # Peter 2014-02-03 13:52
Io ho perso quasi ogni speranza nei politici sardi (regionale, provincale, comunali) per i sopracitati motivi. Perché sul sito della Regione suggeriscono itinerari in MTB che sono palesemente (lo dichiara il pdf linkato stesso!) percorribili solo a piedi? Lo segnali alla Regione ma, come per gli amici di Amos, neanche ti rispondono. Quando leggo che le mie tasse vengono spese per (tanto per citare un esempio recente) €450k per un Piano di Sviluppo turistico dell'OG mi viene in mente la domanda, "Quali ***comprovate** * skill techniche saranno messe in campo e come sono diverse dalle risorse che finora hanno fatto ben poco?" Vedi l'esempio della flotta sarda - neanche conoscono le regole dell'UE!! Invece mi fa piacere sentire altri operatori ciclituristici - privati - che nel 2013 hanno registrato un aumento del business, semplicemente lavorando bene.
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