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I segreti del successo economico tedesco PDF Stampa E-mail
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Giovedì 06 Settembre 2012 10:48

Di Richard Anderson (traduzione a cura di Tramas de Amistade)

Immaginate un paese i cui abitanti lavorano meno ore rispetto a quasi tutti gli altri, la cui forza lavoro non è particolarmente produttiva e i cui bambini trascorrono meno tempo a scuola rispetto alla maggior parte dei suoi vicini. Difficilmente si potrebbe pensare che sarebbe propria questa  una ricetta per il successo economico. Il segreto è descritto in un articolo di Richard Anderson pubblicato il passato 15 agosto 2012 su BBC News.

Immaginate un paese i cui abitanti lavorano meno ore rispetto a quasi tutti gli altri, la cui forza lavoro non è particolarmente produttiva e i cui bambini trascorrono meno tempo a scuola rispetto alla maggior parte dei suoi vicini.

Difficilmente si potrebbe pensare che sarebbe propria questa  una ricetta per il successo economico.

Ma il paese di cui sopra non è altro che la Germania, potenza industriale d'Europa e il secondo esportatore al mondo, un paese la cui economia da sola  ha fermato la zona euro da una ricaduta nella recessione e l'unica nazione abbastanza ricca per salvare l'euro.
Se si considera che solo gli olandesi lavorano meno ore tra i 34 membri dell'OCSE, che i bambini tedeschi trascorrono  in classe il 25% del tempo in meno rispetto ai loro omologhi italiani, e che, nella sola Europa, ci sono sei economie più produttive, è naturale chiedersi  come l’economia tedesca possa essere così potente e, soprattutto, quali lezioni possono essere apprese.

I benefici dell’ingresso nell’Euro
E’ vero che la Germania ha beneficiato ampiamente dell’ingresso nell’euro (l’aver adottato una moneta molto più debole di quanto non sarebbe stata con il marco ha fornito una spinta formidabile alle esportazioni tedesche determinando uno dei pochi  casi di avanzo della bilancia dei pagamenti), ma questo elemento da solo non è sufficiente per spiegare le ragioni della potenza economica della Germania.

Altrettanto importanti sono i livelli relativamente bassi di debito privato. Mentre il resto d'Europa ha beneficiato, nel corso degli anni novanta e duemila, del  credito a buon mercato, le aziende  e i cittadini tedeschi  si sono invece rifiutati di spendere oltre i propri mezzi.
Una ragione di questo, dice David Kohl, vice capo economista di una banca con sede a Francoforte è che i tassi di interesse reali in Germania sono rimasti  stabili, a differenza di quelli di altre economie europee. "Nel Regno Unito, Italia, Spagna e Portogallo, ad esempio, una maggiore inflazione significava tassi reali più bassi, quindi c'era un incentivo enorme per prendere in prestito denaro", spiega Kohl.

Ma le differenze culturali sono altrettanto significative - molto semplicemente, i tedeschi sono a disagio con il concetto di prestito di denaro e preferiscono vivere entro i propri mezzi.

"In tedesco, il prestito è 'schulden', (la stessa parola utilizzata per indicare il senso di colpa). C'è un atteggiamento che, se si deve prendere in prestito, c'è qualcosa di sbagliato nella persona", aggiunge il signor Kohl.

Questo è stato particolarmente vantaggioso per la Germania proprio  negli ultimi anni . Aa differenza dei suoi omologhi europei, i consumatori e le imprese non hanno avuto  bisogno di tagliare la spesa per ridurre i loro livelli di debito nel momento  in cui le banche hanno ridotto i prestiti a causa della recessione.

Le riforme del mercato del lavoro

Ma ci sono altre profonde ragioni dietro l’attuale preminenza della Germania nell’economia europea. Non ultimo, il numero relativamente basso di ore trascorse sul posto di lavoro e in classe.

La Germania ha  intrapreso un programma di riforma del mercato del lavoro sin dal 2003, innescato dagli eccessi negli aumenti salariali post-unificazione. Grazie a una forte legislazione sulla tutela dell'occupazione e a un elevato  grado di fiducia della forza lavoro collegato alla buona capitalizzazione delle imprese, il governo socialdemocratico fu in grado di usare con successo i suoi stretti legami con i sindacati per spingere alla moderazione dell'inflazione salariale.

Quelle  riforme hanno gettato le basi per un mercato del lavoro stabile e flessibile. Mentre la disoccupazione in Europa e negli Stati Uniti è aumentata  durante la crisi finanziaria globale, in Germania il numero dei disoccupati non ha subito variazioni sostanziali. I lavoratori tedeschi erano semplicemente disposti a lavorare meno ore, sapendo che avrebbe mantenuto il posto di lavoro proprio grazie a questa scelta. Erano tutti più disposti a farlo a causa del forte legame che esiste tra lavoratori e datori di lavoro rispetto a molti altri paesi.

"C'è una cultura di imprenditori  che riconoscono e premiano gli sforzi della forza lavoro", afferma Andreas Woergoetter, responsabile degli studi nazionali presso il Dipartimento di Economia dell'OCSE. Non c'è da stupirsi, quindi, che i tedeschi lavorano meno ore rispetto alla maggior parte degli altri lavoratori europei.

Competenza sul lavoro

Più importante ancora, per la forza industriale della Germania,  è il sistema educativo del paese. La scuola termina all'ora di pranzo in gran parte della Germania. A tal proposito l’onorevole Woergoetter parla di  una sorta di "preferenza per la società", per indicare come il sistema sia progettato per permettere ai bambini di trascorrere più tempo con le loro famiglie.

Ma è negli ultimi anni di scuola che il modello tedesco risalta rispetto agli altri.

"La metĂ  di tutti i giovani nella scuola secondaria superiore sono nella formazione professionale, e la metĂ  di questi sono in apprendistato", afferma Woergoetter. Gli apprendisti di etĂ  compresa tra 15-16 trascorrere piĂą tempo sul posto di lavoro di quanto non facciano a scuola, e dopo tre o quattro anni hanno quasi garantito un lavoro a tempo pieno.

E in Germania la formazione professionale e le scuole tecniche sono meno stigmatizzate rispetto ad altri paesi. "Non sono considerate un vicolo cieco", dice il signor Woergoetter. "In alcuni paesi, la dirigenza aziendale proviene da coloro che hanno frequentato le Business Schools, ma in Germania, se si è ambiziosi e di talento, si può arrivare in cima anche nelle imprese di dimensioni molto grandi."

Il sistema educativo tedesco, quindi, fornisce un’offerta continua di lavoratori altamente qualificati in grado di soddisfare le esigenze specifiche della base produttiva manifatturiera del Paese  che affonda le sue radici nelle piccole e stabili imprese familiari, da lungo tempo la vera spina dorsale dell’economia.

Le lezioni apprese

C'è chiaramente molto da imparare dal modello tedesco, ma la replica cieca potrebbe non essere la risposta.

La Germania è la patria di alcuni dei più grandi produttori manifatturieri del mondo e molte economie desiderano gelosamente di poter raggiungere l’abilità manifatturiera della Germania.

Eppure, non molto tempo fa, i ruoli erano invertiti.

"Dieci anni fa  in Germania guardavamo con forte interesse al più elevato valore aggiunto potenziale del settore dei servizi nel Regno Unito”, dice il signor Kohl.

"Ci sono dei limiti nel creare  valore aggiunto nel settore manifatturiero. Se vuoi essere ricco e salire in alto nella catena del valore, è necessario essere nei servizi."

Per quanto improbabile possa sembrare oggi, forse un giorno la Germania guarderĂ  ancora una volta agli altri in cerca di ispirazione.

 

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