Home Editoriali Daniele Madau Un passato poco conosciuto, un futuro sconosciuto. “Tramas de Amistade” alla solenne cerimonia per i 70 anni dell'autonomia
Un passato poco conosciuto, un futuro sconosciuto. “Tramas de Amistade” alla solenne cerimonia per i 70 anni dell'autonomia PDF Stampa E-mail
Editoriali - Daniele Madau
Martedì 13 Marzo 2018 15:24

Si è svolta lunedì 26 la solenne cerimonia, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella, per i 70 anni dello Statuto dell'Autonomia.

Di Daniele Madau

Mattarella non ha parlato, ha ascoltato l'Inno di Mameli, gli interventi del Presidente dell'Assemblea e della Giunta Regionale, Ganau e Pigliaru – interventi non servili ma concentrati sull'autonomia mancata - e l'Inno Sardo “Procura de Moderare”.
La sensazione che si è avuta è stata di una celebrazione in sordina, quasi silenziosa, per un'autonomia che abbiamo capito poco, e conosciuto meno. Da ciò non può che conseguirne un futuro sconosciuto e che, forse, ci fa paura.

Lo Statuto ha gli stessi anni della Costituzione. Fu votato il 31 gennaio, verso le dieci di sera. Mancavano due ore alla fine della Costituente. Su 362 votanti, ebbe 280 voti a favore, 81 contrari. Emilio Lussu era scontento. «Al momento del voto dissi a Pietro Mastino - avrebbe ricordato - che votavo a favore solamente per evitare che per un solo voto lo Statuto non venisse approvato neppure cosi ridotto».Ricordando quel momento, Lussu  disse icasticamente: «Lo Statuto che ci diedero somigliava a quello che i sardi avevano sognato per anni come un gatto somiglia a un leone: l'unica cosa che hanno in comune è che tutt'e due appartengono alla famiglia dei felini».
Nessuno dubita di un personaggio come Lussu: della sua autorevolezza, del suo essere autonomista convinto in opere e parole.
Eppure, da quella battuta, emerge il suo portare in seno un peccato, originale e mortale: l'accontentarsi.
Ecco, abbiamo vissuto 70 anni di autonomia per capire che ciò che vogliamo in futuro non è quella autonomia ma qualcosa di diverso: un'autonomia vera.
Il popolo sardo potrà festeggiare, allora, in maniera finalmente sinceramente gioiosa, quella ricorrenza, tra chissà quanti anni ,in cui, dopo i primi 70 anni, si era veramente deciso di aspirare alla vera autonomia.

 

 

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